Sopravvenuta inidoneità del lavoratore a mansioni diverse da quelle di assunzione

La Cassazione, con sentenza 24377/2015, ha affermato che l'assegnazione di un lavoratore a mansioni diverse e non superiori a quelle per le quali è stato assunto, anche col suo consenso, costituisce atto giuridico nullo ai sensi dell'art. 2103 c.c., con la conseguenza che la sopravvenuta inidoneità fisica a quelle mansioni non può costituire giustificato motivo oggettivo di licenziamento, mentre la sopravvenuta inutilità delle mansioni di assunzione può costituire un diverso motivo di licenziameto.

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