Attestazioni Inps e visure fuori gioco in secondo grado

La Cassazione, con sentenza 10016/2016, ha chiarito che, al fine di comprovare il requisito dimensionale dell’impresa, la visura camerale e le attestazioni Inps, in quanto atti meramente riproduttivi di dati comunicati dal datore di lavoro, non rivestono quella particolare efficacia dimostrativa che, in deroga al generale principio di decadenza dalla prova, risulta necessaria per consentire l’ammissione di nuovi documenti in appello. Per tale ragione, i predetti documenti non possono essere acquisiti al giudizio in una fase successiva alla costituzione in primo grado e, quindi, non possono essere utilizzati al fine di eccepire la mancanza del requisito occupazionale minimo (oltre 15 dipendenti) per usufruire della reintegrazione in servizio quale effetto della dichiarazione d’illegittimità del licenziamento.

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