Uso di permessi ex l. 104/1992 per esigenze personali

La Cassazione, con sentenza 8784/2015, ha affermato che la fruizione del permesso per l’assistenza a portatori di handicap per soddisfare proprie esigenze personali implica di certo un disvalore sociale, atteso che il costo di tali esigenze viene a essere scaricato sull’intera collettività, considerato che tali permessi sono retribuiti in via anticipata dal datore di lavoro, poi sollevato dall’ente previdenziale del relativo onere anche ai fini contributivi e tenuto conto che il datore di lavoro è così costretto a organizzare diversamente il lavoro, con maggiore penosità della prestazione lavorativa per i colleghi di lavoro. È evidente che tale disvalore sociale, in quanto proprio del comune sentire, rende irrilevanti le deduzioni sollevate dal lavoratore in ordine alla propria convinzione di avere agito legittimamente ai sensi dell’art. 33 l. 104/1992 e della mancanza di precedenti disciplinari e, naturalmente, tale abuso di diritto ben può ripercuotersi sull’elemento fiduciario posto alla base del rapporto lavorativo.

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