Nuove mansioni. Onere del datore di lavoro la prova di idoneità

La Cassazione, con sentenza 4502/2016, ha affermato che è illegittimo il licenziamento intimato a una dipendente per essersi rifiutata di svolgere le proprie mansioni, sia pur di pari livello professionale, presso un altro reparto aziendale, avendo la lavoratrice addotto la propria inidoneità fisica rispetto alle nuove attività e non essendo necessario che, a tale proposito, la medesima sia tenuta a documentare o a offrire di provare la propria indisponibilità sul piano della salute. La Corte ha infatti affermato che, a fronte della deduzione da parte della lavoratrice di uno stato avversativo di salute rispetto alle nuove mansioni, costituisce onere datoriale, sia in applicazione degli obblighi di sicurezza ex art. 2087 c.c., sia dei principi di correttezza e buona fede ex art. 1375 c.c., sottoporre la lavoratrice stessa alla visita del medico competente.

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