Periodo di comporto e aspettativa

La Cassazione, con sentenza 2794/2015, ha affermato che nel caso in cui, ai sensi di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, al lavoratore sia concesso un periodo di aspettativa, successivo a quello di malattia, tale periodo non può essere computato nell’arco temporale dei 36 mesi previsti dal c.c.n.l., ma va considerato come periodo neutro, dal che ne consegue che il datore di lavoro potrà legittimamente esercitare il diritto di recesso ove, al termine dell’aspettativa, il lavoratore non rientri in servizio o si assenti nuovamente per malattia e tale nuova assenza, sommata alle precedenti, superi il periodo c.d. interno entro l’arco temporale esterno, da calcolarsi escludendo dal suo calcolo il periodo di aspettativa.

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