La contestazione generica invalida il licenziamento

Il Tribunale di Milano, con ordinanza del 15 aprile 2015, ha affermato che la contestazione disciplinare generica impedisce l’identificazione del fatto posto alla base del licenziamento, con la conseguenza che la condotta imputata al lavoratore si deve considerare inesistente, e il dipendente ha diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro (oltre al risarcimento del danno, entro il limite delle 12 mensilità), ai sensi dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori come riformato dalla l. 92/2012.

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