La qualificazione del compenso dipende dall’effettiva volontà delle parti

La Cassazione, con sentenza 16/2015, ha affermato come, ai fini della corretta qualificazione delle somme riconosciute ai lavoratori, debba essere sempre fatta una valutazione in merito all’effettiva volontà delle parti, nonché alle specificità del rapporto di lavoro. I giudici della Suprema Corte, nel caso specifico, hanno evidenziato come una somma di retribuzione aggiuntiva possa essere formalizzata come straordinario forfetizzato o come superminimo in relazione all’effettiva condotta delle parti e non esclusivamente in ragione della qualificazione data dal datore di lavoro.

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