Art. 434 c.p.c. e formulazione dell’atto di appello

La Corte d’Appello di Bologna, con sentenza del 10 giugno 2014, ha affermato che l’art. 434 c.p.c., come attualmente configurato a seguito delle modifiche apportate dall’art. 54 d.l. 38/2012 convertito con l. 134/2012, non ha introdotto una disciplina sostanzialmente innovativa rispetto al precedente testo così come interpretato dalla giurisprudenza di legittimità. Ne consegue che ai fini della rituale proposizione di un atto di appello continuano come nel vecchio regime a essere sufficienti una esposizione non formalistica ma chiara e univoca sia della parte volitiva sia della parte argomentativa, congiuntamente finalizzate a ottenere la riforma parziale o totale della sentenza gravata.

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