Indennità sostitutiva della reintegrazione

La Cassazione, con sentenza 18353/2014, ha affermato che in caso di licenziamento illegittimo, ove il lavoratore, nel regime della c.d. tutela reale, opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione, avvalendosi della facoltà prevista dall’art. 18, comma 5, l. 300/1970 il rapporto di lavoro, con la comunicazione al datore di lavoro di tale scelta, si estingue senza che debba intervenire il pagamento dell’indennità stessa e senza che permanga, per il periodo successivo in cui la prestazione lavorativa non è dovuta dal lavoratore né può essere pretesa dal datore di lavoro, alcun obbligo retributivo. Ne consegue che l’obbligo avente a oggetto il pagamento della suddetta indennità è soggetto alla disciplina della mora debendi in caso di inadempimento, o ritardo nell’adempimento, delle obbligazioni pecuniarie del datore di lavoro, con applicazione dell’art. 429, comma 3, c.p.c., salva la prova, di cui è onerato il lavoratore, di un danno ulteriore.

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