Demansionamento quale unica alternativa al licenziamento

La Cassazione, con sentenza 16012/2014, ha affermato che il demansionamento conseguente alla soppressione della posizione ricoperta dal lavoratore è illegittimo, anche se rappresenta l’unica alternativa al licenziamento, se il lavoratore non vi ha acconsentito e, pertanto, a quest’ultimo spetta il risarcimento del danno derivante dal demansionamento, nonché la riassegnazione alle mansioni originarie o, in assenza delle medesime, a mansioni equivalenti, salvo il caso in cui il datore di lavoro dimostri di esserne impossibilitato per inesistenza in azienda delle precedenti mansioni svolte dal lavoratore o di mansioni equivalenti.

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