Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e controllo da parte del giudice

La Cassazione, con sentenza 24037/2014, ha affermato che in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo il giudice deve accertare la reale sussistenza del motivo addotto dal datore di lavoro, nonché il nesso di causalità tra il medesimo e l’individuazione del soggetto destinatario del provvedimento di licenziamento. Grava sul datore di lavoro l’onere di prospettare al lavoratore la possibilità di essere adibito a mansioni inferiori.

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