Licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica alla mansione e obbligo di repechage

Il Tribunale di Verona, con ordinanza del 21 marzo 2014, ha affermato che in caso di sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore alla mansione sia il certificato medico in via temporanea sia quello in via definitiva devono essere sottoscritti in forma collegiale ai sensi dell’art. 6 d.m. 88/1999. La violazione di tale disposto normativo deve essere oggetto di specifica contestazione e impugnazione, a pena di definitività della valutazione operata nel certificato medico. In caso di licenziamento per motivo oggettivo determinato da sopravvenuta inidoneità fisica il datore di lavoro ha l’onere di proporre al lavoratore una ricollocazione all’interno dell’organizzazione aziendale in una mansione compatibile con le ridotte condizioni di salute ed eventualmente con un livello di inquadramento anche inferiore. All’omessa dimostrazione dell’impossibilità del repechage da parte dell’azienda consegue l’illegittimità del licenziamento.

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